"Protezione garantita 24h su 24, tutto monitoratile tramite l'app."

Camilla Franchi

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l'obbiettivo

I sistemi di sorveglianza che proponiamo

Leolan s.r.l. si rivolge a privati, professionisti e aziende interessati a installare nella propria casa o nella propria sede di lavoro un efficace sistema di videosorveglianza. Esperta nella pianificazione e nella gestione delle diverse infrastrutture ICT aziendali, la società è un punto di riferimento per la progettazione e l’implementazione di sistemi che assicurano il monitoraggio e il controllo di aree sensibili, pubbliche o private.

Qualità di servizio e materiali al primo posto

I tecnici e gli operatori Leolan hanno un alto profilo professionale e sono così in grado di effettuare il lavoro richiesto dal cliente, a partire dalla definizione preliminare del progetto fino alla manutenzione post-vendita, consigliando la soluzione più adatta a coprire i bisogni individuali.

Ogni sistema di videosorveglianza è pensato per soddisfare il bisogno di sicurezza del cliente ed è disegnato su misura, tenendo conto della natura e dell’estensione dell’area da monitorare. Leolan garantisce l’utilizzo di infrastrutture e telecamere dei migliori marchi (SkillEye, Alhua e Hik Vision) e un’installazione molto rapida. La società si occupa anche della certificazione dell’impianto, in modo da verificarne la sua piena conformità alla normativa in vigore.

Sistemi tradizionali e all'avanguardia

Il mercato della TVCC si evolve rapidamente. Per questo motivo Leolan Srl ha scelto partner in grado di seguire questa evoluzione con prodotti affidabili e all’avanguardia.

Proponiamo sistemi di controllo sia basati su un cablaggio di tipo tradizionale con cavi coassiali sia basato sulla nuova tecnologia IP.

In funzione delle specifiche esigenze e necessità Leolan srl è in grado di proporre la migliore soluzione sia in termini di qualità video delle telecamere sia in termini di prestazione dei sistemi di registrazione.

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L’installazione di sistemi di rilevazione delle immagini deve avvenire nel rispetto, oltre che della disciplina in materia di protezione dei dati personali, anche delle altre disposizioni dell’ordinamento applicabili: ad esempio, le vigenti norme dell’ordinamento civile e penale in materia di interferenze illecite nella vita privata, o in materia di controllo a distanza dei lavoratori. Va sottolineato, in particolare, che l’attività di videosorveglianza va effettuata nel rispetto del cosiddetto principio di minimizzazione dei dati riguardo alla scelta delle modalità di ripresa e dislocazione e alla gestione delle varie fasi del trattamento. I dati trattati devono comunque essere pertinenti e non eccedenti rispetto alle finalità perseguite.

No. Non è prevista alcuna autorizzazione da parte del Garante per installare tali sistemi.

In base al principio di responsabilizzazione (art. 5, par. 2, del Regolamento), spetta al titolare del trattamento (un’azienda, una pubblica amministrazione, un professionista, un condominio…) valutare la liceità e la proporzionalità del trattamento, tenuto conto del contesto e delle finalità del trattamento, nonché del rischio per i diritti e le libertà delle persone fisiche. Il titolare del trattamento deve, altresì, valutare se sussistano i presupposti per effettuare una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati prima di iniziare il trattamento (cfr. FAQ n. 7).

Sì. Gli interessati devono sempre essere informati (ex art. 13 del Regolamento) che stanno per accedere in una zona videosorvegliata, anche in occasione di eventi e spettacoli pubblici (ad esempio, concerti, manifestazioni sportive) e a prescindere dal fatto che chi tratta i dati sia un soggetto pubblico o un soggetto privato.

L’informativa può essere fornita utilizzando un modello semplificato (anche un semplice cartello, come quello realizzato dall’EDPB e disponibile qui), che deve contenere, tra le altre informazioni, le indicazioni sul titolare del trattamento e sulla finalità perseguita. Il modello può essere adattato a varie circostanze (presenza di più telecamere, vastità dell’area oggetto di rilevamento o modalità delle riprese). L’informativa va collocata prima di entrare nella zona sorvegliata. Non è necessario rivelare la precisa ubicazione della telecamera, purché non vi siano dubbi su quali zone sono soggette a sorveglianza e sia chiarito in modo inequivocabile il contesto della sorveglianza. L’interessato deve poter capire quale zona sia coperta da una telecamera in modo da evitare la sorveglianza o adeguare il proprio comportamento, ove necessario. L’informativa deve rinviare a un testo completo contenente tutti gli elementi di cui all´art. 13 del Regolamento, indicando come e dove trovarlo (ad es. sul sito Internet del titolare del trattamento o affisso in bacheche o locali dello stesso).

In via generale, gli scopi legittimi della videosorveglianza sono spesso la sicurezza e la protezione del patrimonio. Solitamente è possibile individuare eventuali danni entro uno o due giorni. Tenendo conto dei principi di minimizzazione dei dati e limitazione della conservazione, i dati personali dovrebbero essere – nella maggior parte dei casi (ad esempio se la videosorveglianza serve a rilevare atti vandalici) – cancellati dopo pochi giorni, preferibilmente tramite meccanismi automatici. Quanto più prolungato è il periodo di conservazione previsto (soprattutto se superiore a 72 ore), tanto più argomentata deve essere l’analisi riferita alla legittimità dello scopo e alla necessità della conservazione.

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